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Negli ultimi anni si è assistito, nel mondo bancario, a due fenomeni in apparenza contraddittori, ma solo in apparenza. Infatti, se da un lato vi è stata una forte tendenza alla concentrazione, con spettacolari ed a volte discussi processi di fusione e acquisizione fra grandi istituti di credito che hanno dato origine a Banche di grandissime dimensioni rispetto agli standard del nostro Paese, dall'altra deve registrarsi il fiorire di nuove iniziative volte alla creazione di banche locali od al rafforzamento di alcune di quelle, locali, già esistenti.
Il fenomeno non deve stupire, poichè esso è conseguente alla costituzione del mercato unico europeo: il passaggio da un mercato nazionale di 60 milioni di abitanti ad un mercato europeo di circa 300 milioni di abitanti ha spinto verso l'alto la dimensione delle aziende di ogni comparto le quali, a loro volta, concentrandosi ed assumendo dimensioni multinazionali, hanno conseguentemente mutato le loro attitudini ed esigenze, operative e finanziarie. Da ciò è derivata la necessità di Banche di grandi dimensioni, patrimonialmente capaci di sostenere grandi rischi e con una gamma completa di servizi a favore di questi grandi gruppi industriali operanti in un mercato "globalizzato".
Questo dato oggettivo ha però creato un vuoto di sistema presso molte realtà imprenditoriali locali, che per struttura e strategia operano normalmente ai margini della globalizzazione. I grandi mercati ed i grandi operatori industriali hanno distolto l'interesse dei maggiori istituti di credito verso le problematiche della piccola e media impresa; non solo, ma le fusioni ed acquisizioni avvenute fra i grandi gruppi bancari e finanziari hanno portato spesso all'inglobamento nelle loro strutture anche di quegli istituti come le Casse di Risparmio provinciali e le Banche Popolari locali che prima erano primario motore dello sviluppo economico locale , creando uno scollamento fra i cittadini, le realtà imprenditoriali locali ed il sistema creditizio.
Da ciò nasce l'oggettiva necessità di riallacciare il rapporto fra il territorio ed un sistema creditizio che torni ad essere dei cittadini, al loro servizio ed al servizio delle loro imprese a mezzo di una presenza dinamica e costante a favore della realtà del territorio. Si sente cosଠla necessità di costituire un istituto bancario eminentemente locale nella convinzione che i cittadini e le imprese del territorio abbiano bisogno di colmare la distanza che li divide da un sistema creditizio ormai lontano dalle loro esigenze: le concentrazioni suddette hanno dato origine a banche mastodontiche e burocraticamente complesse e perciò carenti di elasticità e distaccate dalle realtà territoriali, affatto attento alle esigenze del piccolo e medio cliente e sempre lento nelle decisioni.
Al contrario, la banca locale vive nel territorio e del territorio, lo conosce a fondo e conosce i soggetti che vi operano e provvede, per essi, con competenza e sollecitudine. Tali caratteristiche sono vieppi๠esaltate qualora tale istituto assuma la forma della banca di credito cooperativo in quanto questa è composta da soci che sono espressione del Territorio in cui opera, appartenenti ad ogni categoria sociale e professionale ed aventi uguale importanza e dignità . Le Banche di Credito Cooperativo infatti sono società cooperative prima ancora di essere istituti bancari e realizzano la rara esperienza della democrazia economica e sociale di porre ciascun socio nella condizione di essere , col voto capitario, effettivamente autore e attore dell'attività e della storia della banca. La costituenda Banca di Vasto Credito Cooperativo s.c.a r.l. sarà tutto questo A coloro che decideranno di divenire soci della costituenda " Banca di Vasto Credito Cooperativo s.c.a r.l."si assicura che essa, una volta realizzata, sarà davvero la banca di Vasto e del suo Territorio, sensibile alle attese ed allo sviluppo della sua gente e delle sue imprese ed orgogliosa della sua appartenenza.
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